Poche sono le notizie sulle sue origini, i primi documenti
che ne parlano sono databili 1266 d.C. quando il
borgo faceva parte della Comunità di Lecco, ed era alle dipendenze
dell'arcivescovo di Milano.In quel periodo esistevano certamente le frazioni di
Olino,Fraggio,Frasnida e Medalunga. Secondo molti,probabilmente erroneamente, il
nome Morterone è riconducibile al termine latino Mortarium che significa "acque
stagnanti" fenomeno difficilmente verificabile in questa zona.
Nel XIII secolo la chiesa di Morterone faceva
parte della Pieve di Lecco con quella di Brumano
(vedi documento del Prevosto
Rattazzi sulla chiesa di Brumano e Morterone) , anche se nel 1600 si era già
conquistato una sua autonomia. Sciolta la comunità nel 1815, Morterone rimase
comune a sé.
Agli inizi del 1600 il paese registrò 320 abitanti e nel 1647
le frazioni erano: Morterone Centro,Olino,Medalunga,Frasnida,Costa,Zuccaro,Selvano,Fracchio,Pallio
e Boaccio. Alla fine del 1700 vennero edificate nelle frazioni di Frasnida e
Zuccaro le Piotte,caratteristiche abitazioni con tetti in pietra. Nel 1900
con lo sviluppo dell’industria nel lecchese, contribuì al rifornimento del
carbone di legna. In quel periodo si fecero lavori di ristrutturazione, furono
edificati il Comune e le attigue aule scolastiche ed inoltre, vennero create
molte fontane pubbliche e sistemate le principali strade.
Agli inizi del 1900, soprattutto a causa della mancanza di una rete viaria, il paese iniziò a
spopolarsi. Nel 1996 contava 29 abitanti,ora è salito a 33.
I personaggi da ricordare sono Santino
Invernizzi (primo sindaco di Morterone nel 1815), Don Piero
Arrigoni, parocco a Morterone nel dopo guerra, il quale nascose alcuni
partigiani all'arrivo dei tedeschi e la sindaca Mistica Invernizzi,la quale fece
approvare ilprogetto per al SP 63,la strada che conduce a Morterone partendo da
Ballabio