Rodolfo Aricò

 

Aricò, Rodolfo (Milano 1930), pittore italiano.

 Le prime opere furono di stile informale (Figure, 1960; Interno-esterno, 1962). Data al 1966 la sua conversione al monocromo, realizzato solitamente su tele sagomate, che avrebbe caratterizzato gran parte della sua produzione posteriore: conversione che si collega con lo sviluppo delle correnti del minimalismo, sotto l'influsso di Anthony Caro o di Richard Smith. Predilesse in un primo tempo forme semplici proiettate obliquamente (Oggetto rosso, 1969), poi moduli ripresi dalla tradizione del disegno prospettico e architettonico rinascimentale (Prospettiva per Paolo Uccello, 1970). Nei dipinti degli anni Settanta il nitore geometrico dapprima si complicò, per l'intrusione di irrazionalità prospettiche, poi riprese forza la vena del riecheggiamento classico, nella serie dei Timpani (Grande timpano, 1978). Negli anni Ottanta Aricò abbandonò le tele monocrome a favore di un uso libero del colore, fatto gocciolare direttamente sulla tela (Corpo e frammenti, 1988).

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